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Domenica 24 Gennaio 2010 08:41

SICUREZZA: NON SAREMO MAI LA SUCCURSALE DI MILANO

“ I rom non sono assolutamente integrabili” “L’integrazione passa dalla lotta alla clandestinita”

 Intervista a Vittorio Pesato, Dirigente Nazionale del Popolo della Libertà. Con lui parliamo di sicurezza.

 

Per  la sicurezza “ TOCCA A NOI”?

Tocca a noi. Ora servono meno slogan, meno populismo ma maggiore concretezza. Non bastano  iniziative mediatiche, servono  soldi e  azioni concrete. Da troppo l’area del pavese è stata un po’ abbandonata a se stessa, i nuovi cittadini non sono mai stati coinvolti, la politica è stata distante. Se non vogliamo che il pavese diventi la periferia di Milano facciamo un’azione preventiva fin da subito, nessuno colonizzi Pavia.

 

 

 

Quindi la ricetta sul pavese?

 I comuni del pavese vivono a ridosso dell’Hinterland milanese, sino ad ora hanno avuto un aumento demografico perché molti milanesi hanno cercato la tranquillità nelle nostre campagne. Nei prossimi anni si prospetta una metropolitana leggera che ha come ultima fermata il comune di Binasco, ultimo centro della provincia di Milano. Pur rappresentando un’opportunità,ci saranno degli effetti collaterali. Mi riferisco all’ ingresso massiccio di malavita e criminalità. Prevenire. E’ necessario stanziare nuove risorse economiche, che la Regione ed il Ministero degli interni devono erogare sulla base di un progetto condiviso da tutte le amministrazioni in collaborazione con la prefettura. Telecamere,  sistemi di sicurezza e di informatizzazione devono essere a disposizione di tutti comuni e cittadini compresi. E’ necessario inoltre favorire la presenza di nuovi insediamenti di forze dell’ordine.

 

 

SICUREZZA PRIMA DI TUTTO. QUESTA E’ LA PREROGATIVA PRINCIPALE CHE LA GENTE CHIEDE.

Non esiste il concetto di gente. Esistono i cittadini che vivono in una comunità, cha ha regole e doveri. La gente rivendica solo diritti, la gente è quella che butta la carta per terra e poi se la prende con l’assessore di turno. Il cittadino è colui il quale rispetta la propria città ed ha la responsabilità di aiutare la propria comunità a migliorare. Sicurezza deriva dal latino “sine cura” che significa “ senza preoccupazione” è questo l’obiettivo da raggiungere. In sostanza meno populismo più concretezza.

Spiegati meglio…

La devastante cultura del’68, fatta di nullismo e completa assenza di responsabilità, hanno fatto perdere di vista il cambiamento socio-economico dei nostri territori. Il finto buonismo di alcune forze politiche ha portato ad una pericolosa assenza di previsione e progettualità di quella che è la società del nuovo millennio. I flussi migratori non possono essere bloccati, esistono dalla notte dei tempi, ma possono e devono essere controllati.

Come si può controllare e arginare questo fenomeno?

Schedare e cacciare i clandestini e non permettere alla radice insediamenti abusivi, oppure la persistenza di campi Rom. Un stato che tollera la clandestinità è uno stato irresponsabile e sfruttatore. I clandestini in Italia se lavorano vengono sfruttati, se non lavorano diventano per poter vivere pericolosi criminali oppure sono costretti a vagabondare. Ci sono invece molti immigrati che hanno deciso di diventare italiani, studiano, lavorano, producono e si impegnano per integrarsi giorno per giorno rispettando la nostra identità, ed in alcuni casi rappresentano una grande ricchezza economica. Se vogliamo incentivare l’integrazione dobbiamo combattere con ogni mezzo la clandestinità, diversamente creeremo una disparità nei confronti di coloro i quali sono venuti da noi con permesso di soggiorno e nell’arco degli anni hanno raggiunto la cittadinanza.

 

Sull’abusivismo dei Campi Rom cosa ne pensi?

I Rom non sono assolutamente integrabili. Si ghettizzano, sono nomadi anomali in quanto sedentari, hanno la cultura della sporcizia, della delinquenza ed adottano pratiche di sfruttamento e di violenza dei minori. Se fosse per il sottoscritto, andrebbero cacciati immediatamente. Non si deve  consentire  la possibilità di insediarsi, ma purtroppo non è sempre possibile. E’ necessario sgomberare sul nostro territorio  tutti i campi abusivi, fare l’anagrafe di chi ci vive e capire di che cosa vive. Laddove non è possibile è necessario rivedere la piattaforma dei campi. Vanno civilizzati. Con l’ausilio di  telecamere ed illuminazione delle zone circostanti si deve monitorare la sicurezza all’interno del campo. All’entrata dello stesso ci vuole una postazione di controllo con personale specializzato, assistenti sociali e forze dell’ordine che verifichino i documenti di chi entra e usufruisce del campo. In ultimo l’obbligatorietà d’istruzione dei minori.

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Gennaio 2010 11:09
 
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